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Commercio internazionale: cos’è e come vendere all’estero nel 2022

Articolo di Ludovica Marino

Il commercio internazionale permette ai consumatori di qualunque paese di acquistare qualunque tipo di prodotto, a prescindere dal suo paese di origine. 

E anche se a volte si ha la sensazione che esportazioni e importazioni siano all’ordine del giorno, spesso non si hanno le idee poi così chiare per quanto riguarda i retroscena del commercio internazionale. 

Ma se hai un ecommerce o un negozio fisico e vuoi iniziare a vendere all’estero, è essenziale che tu abbia prima una buona infarinatura su tutto quello che riguarda il mondo del commercio internazionale.

Per tua fortuna, in questo articolo troverai proprio quello che fa al caso tuo. 

Parleremo infatti di cos’è il commercio internazionale, di come funziona e di come puoi iniziare a vendere all’estero.

Che aspetti allora? Continua subito a leggere.

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Commercio internazionale: cos’è

Il commercio internazionale è un tipo di commercio che prevede la vendita e l’acquisto di prodotti attraverso i confini nazionali. Questo scambio di prodotti a livello internazionale comporta diversi vantaggi.

Il commercio internazionale permette ai diversi paesi di sfruttare i vantaggi competitivi di alcune aree e, al tempo stesso, di ridurre gli svantaggi di altre. 

Per facilitare la vendita e l’acquisto di prodotti a livello internazionale, sono state implementate diverse norme e agenzie governative locali e nazionali.

Ma andiamo con ordine. 

Come si è sviluppato il commercio internazionale?

Con il passare del tempo e con le connessioni sempre più strette tra i diversi paesi, l’importanza del commercio internazionale è aumentata sempre di più fino ad avere impatti sulla società, sulla politica e sull’economia a livello globale.

D’altronde, nell’epoca della globalizzazione e delle multinazionali, e con i trasporti che diventano sempre più avanzati, non sorprende che i paesi abbiano l’esigenza di non limitare il proprio commercio solo ai beni prodotti all’interno dei confini nazionali. 

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Quali sono i vantaggi del commercio internazionale?

Anche se il commercio internazionale è in linea di massima più costoso di quello nazionale, a causa di tariffe e costi aggiuntivi legati alle differenze tra i diversi paesi, si tratta di un tipo di commercio che comporta innegabili vantaggi. 

Se guardiamo al mondo, ci sono paesi ricchi di risorse e con scarsa popolazione, e paesi in cui l’aumento della popolazione non è accompagnato da un aumento delle risorse, il che lascia spazio a una serie di problemi.  

Il commercio internazionale può essere utile anche in questo scenario, ricordando l’importanza della complementarietà tra i diversi paesi. 

I vantaggi del commercio internazionale in termini economici sono stati poi scientificamente dimostrati nella teoria dei costi comparati. 

Questa teoria dimostra che è sufficiente che ci sia un vantaggio comparato di produzione, a prescindere dal vantaggio assoluto, perché lo scambio commerciale internazionale sia conveniente. 

Secondo questo approccio, il commercio internazionale permette quindi di migliorare il tenore di vita di ogni paese e di incrementare la produzione mondiale. 

Ma vediamo con un esempio pratico cosa sono il vantaggio comparato e assoluto. 

Vantaggio comparato e assoluto: esempio pratico

A prima vista, importare prodotti dall’estero potrebbe sembrare un’attività esosa e di conseguenza non particolarmente profittevole. 

In quest’ottica, storicamente i paesi hanno sempre cercato di ridurre le importazioni e di favorire la produzione locale. 

In realtà, se sfruttato in modo efficace, il commercio internazionale può favorire lo sviluppo economico di un paese, non danneggiarlo. 

Anche se potresti pensare che a un paese conviene il commercio internazionale solo se i prodotti del paese con cui vuole fare affari sono più competitivi in quelli di costi, il modello del vantaggio comparato mostra che le cose non stanno proprio così. 

Facciamo un esempio pratico: immagina di avere un’azienda per la quale hai bisogno di due attività, spostamento e assemblaggio dei prodotti. 

Hai due operai, Luca e Giacomo. Se Luca è più efficiente di Giacomo in tutte le operazioni, ha un vantaggio assoluto perché in un giorno riesce a spostare e assemblare più prodotti di Giacomo. 

Se invece Luca è più efficiente nello spostamento e Giacomo nell’assemblaggio, Giacomo avrà un vantaggio comparato nell’assemblaggio rispetto a Luca. 

La produzione della tua azienda sarà quindi più efficiente sfruttando il vantaggio comparato, quindi lasciando fare a Luca tutte le operazioni di spostamento e a Giacomo tutte quelle di assemblaggio. 

Spostando questo esempio nelle attività produttive internazionali, confrontando le attività dei diversi paesi ci sarà sempre un vantaggio comparato di un paese rispetto a un altro, anche in assenza di un vantaggio assoluto. 

E proprio per questo motivo che il commercio internazionale deve essere favorito, per aumentare la produttività e l’efficienza dei paesi. 

vantaggio assoluto e comparato - commercio internazionale

Il commercio internazionale in Europa

L’Unione Europea è una delle economie più aperte verso i mercati esteri, oltre a essere il più grande mercato unico del mondo. 

Uno dei principi dell’UE è proprio il libero scambio tra gli stati membri, quindi il commercio internazionale.

Oltretutto, l’UE collabora anche con l’OMC (Organizzazione Mondiale del Commercio) per definire sempre più norme globali ed eliminare gli ostacoli agli scambi internazionali. 

Ovviamente, ogni accordo commerciale tra UE e altri paesi interessati è unico, ha i propri dazi e deve rispettare le proprie norme, ma se hai intenzione di affacciarti al commercio internazionale e ti trovi all’interno dell’Unione Europea le cose potrebbero essere più semplici (o per lo meno più agevolate) di quello che potresti pensare. 

L’Italia nel commercio internazionale

Secondo il Rapporto sul Commercio Estero, che misura l’attrattività di 144 economie mondiali, l’Italia si colloca al 18esimo posto complessivo, tra Danimarca e Belgio.

Questo rapporto prende in considerazione quattro aree principali: apertura, innovazione, efficienza e dotazione. 

Sembra quindi che il punto di forza principale dell’Italia sia la capacità di innovazione, mentre il principale punto di debolezza è l’efficienza. 

Come iniziare a vendere all’estero? 

Il discorso del commercio internazionale ti ha talmente appassionato che vuoi iniziare a vendere all’estero? Beh, sei sicuramente nel posto giusto. 

La buona notizia è che non esiste una formula standard per iniziare a vendere all’estero, un po’ come non esiste un unico modo per vendere online. 

Ci sono comunque dei passi che puoi seguire per avviare la tua attività internazionale:

  1. Scegli dove vendere: non basta decidere di vendere “in tutto il mondo”. Oltre a impostare il tuo negozio per la vendita internazionale, dovrai prestare particolare attenzione al marketing e agli sforzi promozionali richiesti dai singoli paesi. L’esperienza cliente deve risultare naturale in ogni mercato, altrimenti rischi di buttare via tempo e soldi inutilmente, e di mangiarti le mani per aver voluto tutto e subito. 
  2. Configura i domini internazionali: vendere all’estero vuol dire anche offrire a ogni paese un sito web che abbia uno specifico dominio. Oltre ad aiutarti a conquistare la fiducia dei clienti, aumenterà la probabilità che i clienti paghino nella loro valuta locale, senza inutili operazioni manuali che rischiano di far aumentare il tasso di abbandono del carrello.
  3. Traduci nella loro lingua: non pensare che basti avere un sito in inglese per vendere a livello internazionale. Se hai deciso di vendere in Germania vorrai offrire ai tuoi clienti un sito in tedesco, e lo stesso vale per tutti gli altri paesi. I tuoi clienti esteri dovranno avere l’impressione che tu stia parlando proprio a loro e alla loro cultura, e non che tu abbia semplicemente tradotto il tuo messaggio nella loro lingua. 
  4. Studia le strategie di marketing più adatte: ogni mercato ha le sue aspettative, anche e soprattutto quando si parla di marketing. La tua comunicazione, le tue inserzioni e le campagne che promuoverai dovranno rispettare queste esigenze. 
  5. Trova metodi di spedizione efficienti e vantaggiosi: le spedizioni internazionali non devono solo essere veloci ed efficienti, devono anche avere un prezzo che i clienti possano sopportare. Altrimenti faranno in fretta a rivolgersi a un competitor locale. 
  6. Rispetta le normative fiscali: ogni paese avrà le sue normative e adempimenti da rispettare. Primo per tutti, se vendi all’interno dell’Unione Europea, l’iscrizione al regime OSS UE, per versare l’IVA nel mercato europeo. Prima di lanciare ufficialmente la tua attività, rivolgiti a un professionista per assicurarti di essere in regola. 

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Conclusione

A questo punto dovresti aver capito che, se fatto come si deve, il commercio internazionale può rappresentare un’incredibile opportunità e comportare diversi vantaggi. 

D’altronde, nell’era del metaverso e della globalizzazione è quasi assurdo pensare che delle semplici frontiere tra paesi possano rappresentare un ostacolo al commercio. 

Shopify è uno degli attori globali che lavora per rendere il commercio internazionale più accessibile a tutti, a partire dalla semplicità di creare un negozio online in grado di sostenere la vendita all’estero.

Se hai consigli da condividere sul commercio internazionale e sulla vendita all’estero, non esitare a raccontare la tua esperienza nella sezione Commenti qui sotto.

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