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Ecommerce: cos’è e come funziona il commercio elettronico

Articolo di Ludovica Marino

Se hai un sito web o stai pensando di crearne uno con l’obiettivo di vendere prodotti (fisici o digitali) o servizi, ti trovi nel magico mondo del commercio elettronico, in gergo: ecommerce. 

Si può dire che qualunque sito venda online sia un ecommerce, ma cosa significa esattamente?

Le risorse che puoi trovare a riguardo sono tantissime, purtroppo spesso mancano informazioni chiare e dritte al punto. Be', questo è proprio quello che troverai in questa guida. 

Continuando a leggere, troverai tutto quello che c’è da sapere sul magico mondo del commercio elettronico, dai vantaggi ai costi, dalle normative agli adempimenti e gli errori da evitare.

Che aspetti allora? Iniziamo! 

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Ecommerce: significato

Il termine ecommerce deriva da electronic commerce, ovvero commercio elettronico, e indica l’attività di acquisto e vendita di prodotti e servizi su Internet. Con il tempo e con la diffusione di questa pratica, il termine ecommerce è arrivato a definire il negozio online o store. 

Il commercio elettronico può avvenire tramite qualunque dispositivo disponga di una connessione a internet, e riguarda qualunque tipo di prodotti e servizi. Quindi se ti stai chiedendo cosa vende un ecommerce, la risposta è un po' di tutto: libri, musica, biglietti aerei, viaggi e persino servizi finanziari come investimenti e online banking. 

Quando si parla di commercio elettronico si opera una distinzione tra commercio elettronico diretto e indiretto.

Commercio elettronico diretto

Consiste nell'acquisto e nella consegna, in via telematica, di un bene digitale. Un esempio potrebbero essere gli ebook che vivono un momento così florido. Sono beni digitali acquistabili in un ecommerce e la loro consegna avviene per via telematica, senza presupporre alcuno scambio fisico. Altri esempi possono essere: video corsi, infoprodotti, musica, film, fotografie ecc.

Commercio elettronico indiretto

Il commercio elettronico indiretto consiste nella vendita online di beni fisici, ma la loro distribuzione avviene in modo tradizionale. Anche qui l'esempio calzante è quello di un libro, questa volta cartaceo, acquistato in un store online ma spedito con metodi tradizionali quali i corrieri.

L’ecommerce ha quindi diverse sfaccettature, ma è senza dubbio una tecnologia che ha rivoluzionato il mondo del commercio.

Come tutti i grandi cambiamenti, comunque, ha i suoi pro e i suoi contro. 

Vantaggi e svantaggi del commercio elettronico

Adesso che abbiamo visto che cosa si intende per ecommerce, vediamo quali sono i vantaggi e gli svantaggi di questa modalità di business.

L’ecommerce ha reso il commercio decisamente più snello e più smart, rendendo la vendita di prodotti e servizi accessibile a tutti. 

Quali sono i vantaggi principali del commercio elettronico? La realizzazione di siti ecommerce. Un negozio online, infatti: 

  • è  sempre disponibile per i clienti che vogliono fare acquisti, 24 ore su 24 e 7 giorni a settimana; 
  • ti permette di raggiungere i tuoi clienti ovunque essi siano, senza dover sottostare ai naturali limiti geografici imposti dai negozi fisici; 
  • offre una maggiore varietà di prodotti; 
  • ha una barriera d’ingresso decisamente inferiore rispetto a quella di un negozio fisico, grazie ai costi più contenuti; 
  • permette di offrire una comunicazione estremamente personalizzata per ogni cliente e di creare un rapporto personale anche dopo il check-out;
  • rende più facile cambiare prodotti e liberarsi di quelli che non vendono particolarmente bene, soprattutto se gestito con il modello di business del dropshipping

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I vantaggi dell’ecommerce sono innegabili. 

Ciononostante, potremmo comunque individuare dei lati negativi, come l’impossibilità di toccare i prodotti con mano prima dell’acquisto, il dover aspettare i tempi di consegna per poter ricevere i prodotti acquistati, o il non potersi confrontare con dei commessi per chiedere informazioni dettagliate. 

Quando pensi a questo tipo di lati negativi, però, devi anche prendere in considerazione che la tecnologia continua a migliorare a vista d’occhio, offrendo delle soluzioni che fino a pochi anni fa sarebbero state impensabili. 

Ad esempio, i chatbot e le chat live risolvono il problema della richiesta di informazioni in diretta e soluzioni come la realtà aumentata permettono ai consumatori di vedere i prodotti quasi come se fossero davvero dentro le loro case.

E se c’è una cosa su cui potremmo scommettere, è che questo tipo di tecnologia continuerà ad aumentare. 

Insomma, l’ecommerce può essere considerato un vero e proprio sostituto dei tradizionali negozi fisici, nonostante molte aziende scelgano di mantenere entrambe le alternative. 

ecommerce vs negozio fisico

Commercio elettronico vs negozio fisico

Il principio che regola negozi online e negozi fisici è quasi lo stesso, ovvero lo scambio di un prodotto o servizio in cambio di denaro, tra azienda e consumatori, con la differenza che il primo avviene su internet e il secondo di persona. 

Perché allora molti merchant decidono di non scegliere tra le due alternative?

Be' nell’era della vendita multicanale, realizzata attraverso una sapiente strategia di omnichannel marketing, l’obiettivo delle aziende è quello di offrire ai propri clienti il più alto numero di opzioni, per garantire un’eccellente customer experience

Inoltre, anche se lo shopping online è sempre più affermato e le statistiche ecommerce dimostrano che non si tratta di un trend che intende rallentare, non significa che i negozi fisici siano ormai obsoleti. 

La crescita dell’ecommerce dimostra semplicemente che le abitudini d’acquisto dei consumatori sono cambiate (e continuano a farlo, come dimostrano trend come il social selling), e chi vuole avere successo nel mondo dell’imprenditoria deve restare al passo con questi cambiamenti. 

È comunque innegabile che, se da un lato le aziende più affermate riscuotono un successo ancora maggiore portando anche online la loro attività, i piccoli business e le aziende nate da poco potrebbero avere maggiori possibilità di successo facendo il percorso inverso, ovvero partendo dal mondo dell’ecommerce per aprire eventualmente anche dei punti vendita fisici. 

Questo è principalmente dovuto ai costi decisamente più ridotti del commercio elettronico rispetto ai negozi fisici. Pensa a spese come l’affitto di un locale, le bollette, costi di gestione, personale…insomma, una serie di uscite che potresti investire nel marketing e nella crescita del tuo business.

E non sono certo pochi gli esempi di aziende moderne che nascono online proprio grazie agli ecommerce. 

Le storie di successo da cui lasciarti ispirare sono tante, come la storia di Velasca, un italianissimo brand di scarpe che ha lanciato il suo primo sito web nel 2013 per poi aprire il loro primo corner e arrivare, oggi, ad avere negozi in più città italiane. 

esempio ecommerce velasca

Insomma, se ti stai chiedendo se il futuro dello shopping sia digital o fisico, magari la risposta potrebbe essere nel phygital, una via di mezzo.

Ecommerce, come funziona? Tipologie di commercio elettronico

Anche se spesso tendiamo a utilizzare il termine ecommerce per indicare qualunque forma di commercio elettronico, ne esistono diverse tipologie. 

I segmenti di mercato in cui avviene il commercio elettronico sono:

  • B2B: business-to-business, ovvero le aziende i cui clienti sono altre aziende. Riguarda le transazioni commerciali che avvengono tra due o più business, come tra fornitore e produttore o produttore e grossista.
  • B2C: business-to-consumer, ovvero le transazioni commerciali che avvengono tra aziende e consumatori singoli. Sono le transazioni in cui un’azienda vende direttamente al consumatore finale.
  • C2C: consumer-to-consumer, ovvero la tipologia di commercio elettronico che avviene tra privati cittadini che agiscono come operatori, spesso basata sull’uso di piattaforme di parti terze che facilitano le transazioni economiche tra gli utenti, anche indicata come P2P, peer-to-peer.
  • C2B: consumer-to-business, ovvero quel commercio elettronico in cui i consumatori offrono prodotti e servizi alle aziende in cambio di un compenso. 
  • B2E: business-to-employee, ovvero la transazione che avviene tra azienda e dipendente, e viceversa, E2B
  • B2G: business-to-government, ovvero la transazione che avviene tra azienda e governi, spesso indicata anche come B2A, ovvero business-to-administration. 
  • C2G: consumer-to-government, ovvero la transazione che avviene tra consumatori e governi, spesso indicata anche come C2A, ovvero consumer-to-administration. 
  • G2G: government-to-government, ovvero la transazione che avviene tra governi. 

Ovviamente, la tipologia più comune indicata con il termine ecommerce è B2C, chiamata anche modello storefront.

Come aprire un ecommerce

Aprire un ecommerce non deve assolutamente essere un’impresa complicata, né troppo dispendiosa in termini di tempo e denaro.

Ecco come aprire un ecommerce in 5 passaggi:

  1. apri una Partita IVA e rispetta i requisiti legali; 
  2. prepara un business plan;
  3. registra un nome di dominio e crea il tuo sito web;
  4. organizza la logistica e l’inventario; 
  5. implementa strategie di marketing per attirare i clienti. 

Se vuoi aprire e gestire un ecommerce, il modo più semplice ed efficace per farlo è quello di affidarti a una piattaforma per ecommerce.

Devi solo fare attenzione e affidarti a piattaforme che non siano dei semplici web builder. Le migliori piattaforme ecommerce, come Shopify, ti permettono di gestire non solo la vetrina del tuo negozio ma anche i diversi canali di vendita, le operazioni commerciali, le strategie di marketing e molto altro ancora.

Si tratta di veri e propri software che ti accompagnano nella creazione dell'ecommerce e in tutte le fasi successive.

Quanto costa aprire un ecommerce? 

Aprire un ecommerce può costare da poche decine fino a migliaia e migliaia di euro, a seconda della modalità con cui decidi di realizzarlo. Aprire un negozio online in modo indipendente utilizzando una piattaforma ecommerce è decisamente l’opzione più economica, che ti permette maggiore flessibilità e di investire le tue risorse in altro. 

Ad esempio, Shopify ti permette di creare e gestire un ecommerce senza enormi investimenti iniziali e sottoscrivendo dei comodi abbonamenti con prezzi competitivi e adatti a portafogli di tutte le dimensioni.

I piani di Shopify sono:

  • Shopify Basic: 21€ al mese
  • Shopify: 59€ al mese
  • Shopify Advanced: 289€ al mese
  • Shopify Plus: 2.000€ al mese

Se stai muovendo i primi passi nel mondo del commercio elettronico, il piano Starter potrebbe sicuramente stuzzicare la tua curiosità. Per soli 5€ al mese questo piano offre pagine dei prodotti pronte all’uso e l’insuperabile esperienza di check-out di Shopify, ed è quindi perfetto per vendere tramite social media, email, SMS, WhatsApp e in ogni altro posto dove puoi condividere un link a un prodotto. 

Sappi anche che tutti i piani offrono una prova gratuita di 14 giorni, senza alcuna necessità di inserire la propria carta di credito. 

Oltre al costo per il sito ecommerce, è bene calcolare anche i costi variabili, come quelli per le strategie di marketing, i costi di spedizione e in generale i costi di gestione, per essere certi di poter avere un buon margine di profitto

Ecco perché non c’è una risposta univoca alla domanda qual è il costo di un sito ecommerce

Ecommerce proprietario o su piattaforma?

Hai deciso di vendere online, perfetto. Come fare a scegliere se aprire un ecommerce tutto tuo o affidarti a marketplace esterni come Amazon?

Ancora una volta, non c’è una risposta semplice a questa domanda e la risposta più giusta è: dipende. 

Dipende principalmente dai tuoi obiettivi e dalla tua situazione personale. 

Ci sono tantissimi siti per vendere online e se pensi che non sia ancora il momento di aprire un tuo ecommerce, potrebbero essere una soluzione perfetta. 

Vendere su marketplace esterni è decisamente più semplice, non devi pensare al marketing, al dominio internet, alla grafica o all’hosting del sito, e in alcuni casi non devi neanche organizzare le spedizioni. 

La piattaforma esterna farà vedere i tuoi prodotti direttamente agli utenti che desiderano acquistarli, quindi l’unica cosa a cui dovrai prestare davvero attenzione saranno le immagini e le descrizioni dei prodotti. 

Ovviamente, questo comporta anche una crescita decisamente limitata della tua attività. 

Potresti però decidere di affidarti a una piattaforma esterna come prima fase della tua attività imprenditoriale, per testare la domanda di mercato e assicurarti che i prodotti che desideri vendere online rispettino le aspettative dei clienti. 

Una volta validata la tua idea, un ecommerce proprietario ti permetterà di mettere in piedi un vero e proprio business, nel quale avrai il controllo di ogni aspetto, dalla burocrazia al marketing, dall’inventario al supporto clienti. 

Se hai deciso per questa opzione, qui trovi un elenco dei migliori hosting.

Certo, si tratta di lavorare più duramente, ma nessuno ha mai detto che sarebbe stato facile!

Tra gli aspetti più impegnativi che riguardano il mondo degli ecommerce c’è senza dubbio la burocrazia. 

Come ogni attività che si rispetti, anche quella degli ecommerce è regolata da precise normative che è fondamentale rispettare per evitare di incorrere in sanzioni o, peggio ancora, di perdere credibilità nei confronti dei tuoi clienti. 

Cosa ci vuole per aprire un ecommerce: la normativa

Ecco le principali norme che devi prendere in seria considerazione per la gestione del tuo ecommerce:

  1. D. Lgs. 114/98, cs. “Legge Bersani”;
  2. D. Lgs. 185/1999 di attuazione della direttiva europea 97/7/Ce;
  3. D. Lgs. 70/2003 attuativo della direttiva 2000/31/Ce;
  4. Direttiva 2002/38/Ce e ss. direttive e regolamenti, in materia IVA.

Vediamole nel dettaglio una per una .

Commercio elettronico adempimenti normativi

  1. D. Lgs. 114/98, cs. “Legge Bersani”: è un decreto che associa il commercio elettronico a una forma speciale di vendita al dettaglio e prescrive l’obbligo di inviare una comunicazione al Comune di residenza (la SCIA) prima dell'inizio dell'attività, con l’indicazione del possesso dei requisiti per esercitarla. Sarà poi compito degli organi competenti preoccuparsi di verificare la veridicità delle dichiarazioni e la presenza dei requisiti entro 60 giorni. In caso di mancata dichiarazione si corre il rischio di sanzioni amministrative o, nei casi più gravi, la chiusura dell'attività per 20 giorni.
  2. D. Lgs. 185/1999 di attuazione della direttiva europea 97/7/Ce: per la protezione dei consumatori nei contratti a distanza, omogenea per tutti i paesi dell’Unione Europea. Questo decreto crea un sistema di tutele per i consumatori appartenenti ai diversi Stati membri, definendo come contratto a distanza qualunque contratto che impieghi una o più tecniche di comunicazione a distanza.
  3. D. Lgs. 70/2003 attuativo della direttiva 2000/31/Ce: che assicura la libera prestazione dei servizi online tramite la clausola del mercato interno e impone al commerciante di comunicare al consumatore le informazioni relative all’attività (dalle generalità del venditore alle modalità di pagamento e al diritto di recesso). 
  4. Direttiva 2002/38/Ce e ss. direttive e regolamenti, in materia IVA: impone l’obbligo di Partita IVA per il commercio elettronico e stabilisce che tutte le forniture che vengono effettuate attraverso mezzi elettronici devono essere considerate prestazioni di servizi. Inoltre la loro tassazione ai fini IVA deve essere applicata nello stato dove viene consumato il bene o il servizio.

Ci sono poi alcuni aspetti legali che devi assicurarti di rispettare per gestire il tuo ecommerce in totale sicurezza, tua e dei tuoi clienti. 

Aspetti legali da non sottovalutare nel commercio elettronico

Se su alcune cose puoi sorvolare, quando si tratta di requisiti legali è fondamentale prestare la massima attenzione se vuoi evitare ingenti sanzioni.

Ecco gli aspetti legali legati all’attività di ecommerce da non perdere:

  • Partita IVA: aprire Partita IVA è obbligatorio all’inizio di qualunque attività di ecommerce. 
  • Condizioni generali di contratto: i tuoi consumatori devono sapere esattamente cosa stanno acquistando e quali sono le condizioni relative al vostro scambio commerciale. 
  • Informativa sulla privacy: in un mondo sempre più digital i consumatori sono sempre più attenti alla loro privacy, devi quindi comunicare loro in modo estremamente chiaro come saranno gestiti i loro dati personali.
  • Termini e condizioni d’uso: un documento all’interno del quale fornirai tutte le informazioni relative al diritto di recesso, alle modalità di restituzione dei prodotti, ai tempi di consegna e così via. 
  • Modalità di pagamento: il pagamento è il momento più critico per qualunque attività. Rassicura i tuoi clienti rendendo eventuali tariffe o spese aggiuntive estremamente visibili. 
  • Dati della società: non tralasciare mai i dati sensibili della tua società. Nome, sede legale, indirizzo, numero di iscrizione al registro delle imprese, Partita IVA, ecc. devono essere ben visibili anche in modo da rassicurare i tuoi clienti sulla legittimità del tuo business. 

Codice ATECO commercio elettronico

Una delle prime voci che abbiamo citato tra gli aspetti legali è l'apertura della partita IVA. In questa fase, dovrai preoccuparti di individuare il codice ATECO adatto alla tua attività. Per il commercio elettronico, il codice ATECO è 47.91.1 e comprende, secondo la Camera di Commercio, il commercio al dettaglio di qualsiasi prodotto effettuato via internet.

Queste erano solo alcune dritte per darti un'idea delle normative e degli adempimenti ma, se decidi di aprire un ecommerce e darti al commercio elettronico, non prendere sottogamba questa fase e rivolgiti ad un fiscalista esperto.

Gli errori da evitare nel commercio elettronico

In qualunque tipo di business è assolutamente normale commettere degli errori. D’altronde, nessuno è perfetto e il commercio elettronico non fa eccezione. Certo, ci sono ovviamente alcuni errori che possono essere evitati: basta essere preparati. 

Proprio per questo, prima di concludere, ho pensato di elencare gli errori più frequenti commessi da chi decide di avventurarsi nel mondo dell’ecommerce, sperando che conoscendoli in anticipo eviterai di commetterli. 

Ecco gli errori che più frequentemente vengono commessi nel commercio elettronico:

  1. Non effettuare un’analisi di mercato: chiunque abbia un’idea di business inizia con la convinzione che quell’idea avrà successo. Analizzare il mercato è però una mossa saggia che ti aiuterà non solo a validare l’effettività della tua idea, ma anche a studiare eventuali strategie di marketing.
  2. Sottovalutare la parte finanziaria: anche il commercio elettronico ha bisogno di finanziamenti e se non hai pensato a come sostenere determinate spese facendo affidamento solo sui futuri (possibili) guadagni, difficilmente il tuo business andrà molto lontano. Calcola attentamente profitto, spese e implementa delle strategie di prezzo precise per evitare errori che potrebbero rivelarsi più gravi di quanto pensi.
  3. Non avere una strategia per i contenuti: il content marketing è essenziale per presentare non solo i tuoi prodotti, ma anche il tuo brand e i valori che lo sostengono.
  4. Non conoscere a fondo i clienti ideali: i clienti sono la spina dorsale del tuo business. Non basta vendere online, devi avere una chiara idea delle persone a cui stai vendendo. Crea delle buyer personas e struttura intorno a loro tutti i tuoi sforzi comunicativi. 
  5. Non seguire un piano per le strategie di marketing: un annuncio qui, un banner lì e il gioco è fatto? Nulla di più sbagliato. Le strategie di marketing per ecommerce devono essere studiate attentamente, altrimenti rischi solo di buttare un’infinita quantità di tempo e denaro. 

Quale settore del commercio elettronico ha più successo in Italia

Quando si decide di aprire un ecommerce, il primo passo è chiedersi quali sono i prodotti che si vendono di più online.

I settori del commercio elettronico che hanno più successo in Italia sono diversi. Ecco un elenco dettagliato di quali sono, secondo le nostre ricerche, i prodotti più richiesti sul mercato:

  1. Giocattoli
  2. Penne e matite
  3. Bottiglie decorative
  4. Libri cartacei o ebook
  5. Cappellino da ciclismo
  6. Ciglia finte magnetiche
  7. Portacarte in metallo
  8. Cucchiaio per decorazioni
  9. Albero bonsai led
  10. Spazzola massaggiante
  11. Scacchiera
  12. Gioielli e articoli di bigiotteria
  13. Bottiglie di vino e accessori
  14. Zaini
  15. Foam roller
  16. Tappetini da yoga
  17. Cucce e trasportini per animali
  18. Utensili da cucina
  19. Roll di quarzo o giada
  20. Treppiedi per smartphone
  21. Giochi da tavola
  22. Athleisure e abbigliamento da casa
  23. Sneakers in mesh
  24. Dischi e viniliProdotti per l'ufficio in casa
  25. Borracce termiche in acciaio

Ecommerce: consigli finali sul commercio elettronico

In questo articolo abbiamo visto cosa si intende con commercio elettronico, cosa ci vuole per aprire un ecommerce e quali sono i vantaggi e gli svantaggi. Abbiamo visto inoltre le normative, gli errori da non commettere, quali sono le forme di commercio elettronico e quali sono i prodotti che si vendono di più online. 

A questo punto dovresti avere le idee ben chiare. Certo, ci sono tantissime cose a cui pensare, dalla burocrazia alla piattaforma su cui creare un sito web, ma se consideri i vantaggi e le soddisfazioni che può portare questa avventura imprenditoriale…direi proprio che ne vale ampiamente la pena. 

Spero che questa guida ti sia stata utile. Se hai qualche altro consiglio o informazione sul mondo dell’ecommerce, non esitare a condividerla nella sezione Commenti qui sotto! 

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