Entrate passive: come automatizzare i propri guadagni

Ilaria Cazziol Marketing

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Il termine entrate passive è entrato ormai a far parte del nostro vocabolario da diversi anni. Infatti l’idea di un guadagno costante e automatico è sempre stato un tema interessante per qualsiasi persona che desideri crearsi uno stile di vita che garantisca libertà finanziaria, temporale e geografica, e questo anche ben prima dell’era di internet. E il digitale ha reso decisamente più semplice riuscirci!

L’obiettivo di questo articolo è quindi capire bene cosa sono le entrate passive, perché possono essere così importanti, come riuscire a costruirne in maniera intelligente e infine alcuni esempi tipici, con relativi vantaggi e svantaggi.

Iniziamo con lo sciogliere il nodo principale, ovvero: cosa sono le entrate passive?

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Entrate passive: cosa sono

Le entrate passive sono il desiderio di ogni piccolo imprenditore.

Immagina di avere una somma di denaro che ogni X tempo ti entra periodicamente in tasca – o meglio, in banca.

Per esempio potresti avere un business digitale per arrotondare lo stipendio, che ogni mese in maniera del tutto automatizzata ti fa guadagnare online qualcosa – da qualche centinaio a migliaia di euro.

Una definizione tecnica che possiamo dare alle entrate passiva è che si tratta di entrate economiche periodiche, prevedibili e indipendenti dalla nostra azione diretta. 

Ovviamente non è tutto oro quello che luccica, ci sono anche possibili svantaggi dietro ogni modalità di ottenere entrate passive; ma prima di parlarne, vediamo bene quelli che sono i vantaggi.

I vantaggi delle entrate passive

Il vantaggio tangibile, e che fa gola a tutti delle entrate passive, è la possibilità di un guadagno periodico e automatizzato (almeno in teoria).

Questo è un concetto chiave, perché è l’unica alternativa per guadagnare che non preveda di barattare il tuo tempo con i soldi.

Con le entrate passive si cambia proprio questo paradigma. L’idea con le entrate passive è quella di dedicare del lavoro iniziale per costruire un sistema che automatizzi quanto più possibile i guadagni, così che questi siano successivamente svincolati dal tempo che vi dedichi.

Questo ci porta ad un enorme vantaggio diretto delle entrare passive automatiche, ovvero la libertà non solo finanziaria, ma anche temporale e geografica.

Ma è veramente tutto così meraviglioso? 

Ovviamente no,  nel senso che non è così semplice: vediamo quindi quali possono essere gli svantaggi che ci sono dietro la ricerca di entrate passive.

guadagni entrate passive

Gli svantaggi delle entrate passive

Come si può immaginare, creare delle entrate passive non è una cosa così banale, altrimenti lo farebbero tutti: le competenze da mettere in campo sono tante ed automatizzare le tue attività non è un gioco da ragazzi. Inoltre un sistema completamente automatico è difficile da creare, e anche farlo in maniera parziale richiede tempo e dedizione.

Il rischio maggiore è appunto quello di dedicare anche anni a mettere in piedi un sistema per generare entrate passive, che poi effettivamente non rende come sperato.

Vedremo a breve come mitigare questo rischio, ma comunque è un fattore che devi tenere assolutamente in considerazione.

Il secondo svantaggio che viene sottovalutato da molti è il tempo da dedicare per l’acquisizione delle risorse necessarie.

Cerco di spiegarmi meglio: la maggior parte delle persone si concentra su un prodotto/servizio da vendere, spendendo un’enorme quantità di tempo per renderlo il più appetibile possibile.Non c’è niente di sbagliato in questo, ma si rischia di tralasciare il punto fondamentale perché il sistema funzioni, ovvero la fase di marketing e pubblicizzazione del prodotto/servizio stesso.

Nel mondo ultra competitivo di oggi avere un buon prodotto potrebbe non essere sufficiente per riuscire ad emergere, e per avere effettivamente delle entrate passive dovrai dedicare moltissimo tempo alla fase di marketing, che dovrà essere a sua volta automatizzata (o quasi). Fidati, questa nella maggior parte dei casi è la fase dove si fa la differenza tra un caso di successo ed un totale fallimento.

Per questo dovrai dedicare moltissimo tempo ad acquisire le competenze necessarie per creare delle campagne marketing di successo o per acquisire le strategie necessarie per portare traffico al tuo prodotto/servizio.

La prima domanda che un aspirante imprenditore che vuole puntare sulle entrate passive dovrebbe quindi farsi è: sono disposto a investire tempo, fatica e soldi per creare tutto l’ecosistema necessario?

Se la risposta è , veniamo al prossimo punto.

Come mitigare i rischi delle entrate passive e guadagnare online

Il primo passo è studiare bene il prodotto o servizio da vendere: infatti se decidi di fondare le tue entrate passive su un business di questo tipo, magari online, è bene partire da una nicchia che conosci o della quale sei esperto.

In questo modo non dovrai perdere un’enorme quantità di tempo per avvicinarti a una materia per te totalmente nuova, oppure nella creazione di prodotti/servizi dei quali non sei esperto.

Poi dovresti sicuramente utilizzare un MVP per testare la tua idea.

MVP è l’acronimo di Minimum Viable Product. In altre parole è una versione ridotta o di prova della tua idea, che ti permetta di testare il business con il minimo effort.

Non ha senso mettere in piedi un intero ecommerce con tutti i prodotti, per rendersi conto che il business non sta in piedi solo dopo aver investito tempo e risorse enormi.

Meglio partire in piccolo, magari testando solo alcuni prodotti, oppure semplicemente il sistema di promozione e vendita con una strategia di lead generation per acquisire gli indirizzi email. Questo è anche uno dei principi base del Growth Hacking.

rischi entrate passive

È possibile avere entrate passive totalmente automatizzate?

Come accennato in precedenza, uno degli aspetti più difficili per ottenere entrate passive e quello di generare traffico in maniera automatica ai tuoi prodotti/servizi.

Mettiamo che tua abbia creato un eCommerce, magari utilizzando la tecnica dell’MVP… e adesso?

Come ci porti traffico qualificato? Cosa fare per attirare potenziali clienti che vadano a generare dei profitti, senza dover quotidianamente lavorare online e offline perché questo avvenga?

Lo abbiamo già detto, è qui la sfida più grande nella creazione delle entrate passive: non tanto la definizione del prodotto/servizio in sé, ma attirare il giusto traffico e e farlo in modo automatico.

Ovviamente non esistono scorciatoie, e per riuscirci dovrai

  1. Investire tempo e soldi per fare campagne marketing, oppure
  2. Investire tempo e soldi per generare traffico al tuo sito tramite la SEO

Nel primo caso, si tratta di creare campagne marketing online per attirare traffico, utilizzando le Ads su Facebook, le Ads di Instagram o fare SEM con Google.

Ovviamente dovrai investire delle somme iniziali per i test senza sapere quale ritorno otterrai, e devi avere (o acquisire) le competenze specifiche per creare campagne marketing di successo.

Ma se fosse facile lo farebbero tutti, no?

Nel secondo caso invece dovrai investire tempo e/o soldi per generare del traffico al tuo sito attraverso la SEO.

Questo è praticamente quello a cui aspirano tutti gli imprenditori online, ovvero creare una fonte continua e gratuita di traffico ai tuoi prodotti e servizi. Ma la strada è lunga e non ci sono grosse scorciatoie da prendere: dovrai creare una serie di contenuti informativi e utili che costantemente portino traffico al sito.

Un esempio classico è farlo con il canale Youtube o con un Blog collegato al tuo business.

Dovrai utilizzare questi strumenti non solo per parlare dei prodotti che vendi, ma anche per creare valore e farti trovare in risposta a dubbi e domande. Così arriverà traffico qualificato al suo sito, e potrai provare a rimandarlo al prodotto/servizio che vuoi vendere.

Ovviamente anche qui non è facile come sembra, dato che per creare video o articoli che siano accattivanti ed efficaci ci vuole tempo e una conoscenza profonda della materia (o soldi da investire in qualcuno che lo faccia al posto tuo).

In definitiva è un duro lavoro, ma fidati quando ti dico che è una volta che avrai trovato il modo di portare il giusto traffico ai tuoi prodotti/servizi, ne sarai profondamente ripagato.

entrate passive e viaggi

Entrate passive: ecco alcuni esempi

Per finire, vorrei portarti alcuni esempi di entrate passive, evidenziando anche quelli che sono gli svantaggi e i problemi delle principali scelte.

Ovviamente grazie all’avvento del web la maggior parte delle opportunità risiede proprio in questo settore, ma non è sempre così (come dimostra il primo esempio).

Affitto di beni immobili ed entrate passive offline

Un esempio classico di attività NON digitali è quello degli affitti, che sono stati una della entrate passive più utilizzate nella storia precedentemente a Internet.

Per questo gli investimenti “nel mattone” sono sempre stati considerati strategici: acquisti un immobile e lo affitti a un costo che ti permetta di coprire le spese, un eventuale mutuo e una percentuale di guadagno per te.

Il problema con l’affitto dell’immobile è ovviamente che per acquistare la proprietà bisogna mobilitare un capitale enorme, e non è sempre la scelta migliore.

È un’attività potenzialmente redditizia ma anche rischiosa, se consideriamo l’investimento necessario, la svalutazione, il cambiamento negli stili di vita, oltre ai possibili problemi con gli inquilini, etc.

Ad esempio la città di Milano ha visto un grosso cambiamento nel mercato immobiliare in seguito al Covid-19 e all’avvento del lavoro da remoto, con un calo delle compravendite di circa il 10%. Il generale crollo dei prezzi sia delle case che degli affitti probabilmente impatterà le entrate passive di chi ha deciso di investire in questo settore.

Questo solo per dire quanto sia importante ricordare che non esiste investimento sicuro, specialmente quando si cercano rendite automatizzate, men che meno quello sull’immobile. 

Per tutti questi motivi sempre più spesso le persone cercano di crearsi entrate passive online e non offline, con investimenti solitamente minori (almeno quelli iniziali).

Vediamo qualche esempio:

Fare soldi online con l’ecommerce

Come abbiamo accennato in precedenza, l’ecommerce è una delle attività che sta prendendo più piede per generare entrate passive.

Sia perché sempre più persone si sentono fiduciose nell’acquisto di beni online, sia perché è una attività relativamente semplice da avviare, con piattaforme come Shopify che in pochi click ti permettono di configurare ed avere online un negozio.

Il vantaggio principale di un ecommerce è che, una volta in rete e se riesci a portarci adeguato traffico con le modalità viste sopra, genererà delle vendite in maniera quasi automatica.

C’è un collo di bottiglia che potrebbe rendere l’automazione un ecommerce un problema, ovvero la spedizione dei prodotti. Vero che in una giornata puoi vendere centinaia di prodotti con un e-commerce senza muovere un dito, ma è anche vero che vanno spediti.

Un ottimo modo per risolvere questo problema è il Dropshipping, ovvero un ecommerce basato sull’intermediazione di prodotti spediti da altri. Leggi questo articolo per scoprire come creare un negozio online in Dropshipping in 10 passi.

E-book e infoprodotti per guadagnare con internet

ebook vendita

Se la tua passione è la scrittura, non è mai stato così semplice come adesso autopubblicare un libro.

Fino a pochi anni fa era necessario rivolgersi ad una casa editrice o investire migliaia e migliaia di euro per l’autopubblicazione, adesso è più facile che mai.

Soprattutto in formato digitale: nel caso volessi pubblicare un eBook lo puoi fare davvero semplicemente, e poi venderlo sul tuo sito web personale oppure sfruttare la vetrina di Amazon che lo farà per te.

Il fattore fondamentale che dovrebbe spingerti verso l’adozione di un formato digitale è che ti permette di avere un ritorno economico maggiore. Infatti il digitale non ha quasi costi, non devi stamparlo e non devi spedirlo.

L’utente lo acquista e lo scarica immediatamente, questo ti permette di avere un ottimo ritorno economico.

Nulla ti vieta di spostarti sul formato cartaceo, e potrai tranquillamente sfruttare Amazon che stampa e spedisce il libro al posto tuo, ma i guadagni saranno molto ridotti.

Qual è il problema con questo sistema per automatizzare le entrate? Che è un mercato molto competitivo ed emergere è davvero difficile, oltre ad avere margini unitari piuttosto bassi.

Ciò significa che per ottenere entrate passive consistenti da questa sola attività dovrai riuscire a scrivere un best-seller, ma un eBook di medio successo può essere comunque un ottimo modo per ricevere un piccolo guadagno mensile (e magari indirizzare i tuoi lettori ad altri prodotti/servizi con l’upsell)!

Vendere video corsi online

Il mondo della formazione online non è mai stato così roseo, e ormai siamo abituati a usufruire di contenuti multimediali in real time e a costi contenuti su YouTube e piattaforme simili.

Questa potrebbe essere un’opportunità da sfruttare: sei esperto in un settore specifico? Ti ritieni abbastanza preparato da poter insegnare qualcosa di utile ad altri?

Allora potresti creare un video corso e venderlo online.

I vantaggi sono molteplici, simili a quelli degli eBook ma con margini potenzialmente molto maggiori, dato che gli utenti sono disposti a pagare per un video corso molto più che per un libro.

Inoltre ci sono piattaforme come Udemy o Teachable che ti permettono di caricare il tuo corso e venderlo online in pochi click. Pensano a tutto loro, incassano loro i soldi e li girano sul tuo conto, in maniera automatica danno accesso agli utenti e tu non devi fare niente.

Solitamente in cambio queste piattaforme chiedono una percentuale sulle vendite, oppure una fee mensile o annuale.

Lo svantaggio è che per creare un video corso di qualità è richiesta una buona dose di tempo e di competenze: per battere la concorrenza non basta mettersi davanti alla telecamera e parlare di ciò che si conosce, e un video professionale non è facile da realizzare senza attrezzatura e conoscenze tecniche. Bisogna inoltre corredare il video con immagini o materiale extra che va preparato e curato.

Infine lo scoglio più grande potrebbe essere quello di imparare l’utilizzo di software per fare video produzione, ma ironicamente, se hai un po di tempo da investire, troverai tantissimi video corsi a poco che ti spiegano come fare!

Vendita di foto online (microstocking)

fotografia entrate passive

Le rendite passive sono entrate con prepotenza nel mondo della fotografia, principalmente attraverso i siti di stocking, ovvero quelle piattaforme che ti permettono di caricare e vendere le tue foto online in cambio di una fee.

Questo ovviamente ti permette di goderti guadagni costanti derivanti dalla vendita automatizzata di foto digitali.

I vantaggi di questo sistema sono  che puoi caricare la stessa foto in più siti, così da moltiplicare i guadagni provenienti da una singola foto. Più foto carichi e più guadagni, come se avessi un catalogo di migliaia e migliaia di foto.

Anche gli svantaggi però non vanno dimenticati: la competizione è altissima, e se non sei un professionista sarà difficile riuscire ed emergere con foto di qualità. Caricare foto su più siti di stocking è poi un’operazione che richiede molto tempo.
Infine i prezzi di vendita di una singola foto sono relativamente bassi, quindi per riuscire a fare un profitto, bisogna puntare su volumi molto importanti.

Sicuramente comunque se sei un fotografo professionista, oppure un appassionato con ottime capacità, puoi pensare di entrare nel mondo delle entrate passive attraverso il microstocking.

Ci sono ovviamente tantissimi altri modi per ottenere entrate passive, ma con questo elenco dovresti esserti fatto una bella panoramica su questo mondo e aver capito più o meno quali sono i vantaggi e gli svantaggi delle diverse categorie e attività.

Come hai visto non è una cosa facile, ci sono anche molti lati negativi da gestire se si decide di entrare in questo mondo. Ma se riuscirai ad avere successo, la libertà di cui potrai godere ti ripagherà di ogni cosa!

Cosa ne pensi? Faccelo sapere nei commenti.

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Ilaria Cazziol
Ilaria Cazziol
Amo scrivere, viaggiare e scoprire cose nuove, e per questo mi sono ritagliata addosso il lavoro ideale: web content writer. Mi considero una nomade digitale, sempre pronta a scoprire il mondo insieme al mio PC.