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Diventa un pro del public speaking con 8 tecniche infallibili

Articolo di Ilaria Cazziol

Ci siamo: è la tua grande occasione.

Che sia una presentazione importante, un evento a cui ti hanno chiesto di parlare o il momento di fare una domanda a una conferenza, tocca a te: ti passano il microfono e tutti gli occhi si concentrano su di te. È ora di sbalordirli tutti.

E invece tu...vai in blocco. Il panico ti invade, e non riesci a proferire parola, dimentichi ciò che dovevi dire o magari balbetti.

Terribile, vero? Scommetto che ti sudano le mani solo a immaginarla, questa scena.

Se sei come la maggior parte delle persone su questo pianeta, l'idea di parlare in pubblico non ti mette a tuo agio. Può essere una sensazione che va da un leggero fastidio al puro terrore, ma c'è.

È normale, e anche se il grado di fastidio varia da persona a persona, siamo tutti accomunati da questo tipo di reazione al public speaking.

Col tempo (e dopo molte conferenze) ho capito che quella sensazione spiacevole che accompagna ogni evento è in realtà un punto di forza, il mio cervello che spinge giù per il corpo una scarica di adrenalina utile a dare il meglio di me nella performance, se riuscivo a controllarla.

E la buona notizia è che è davvero possibile riucirci.

Come?
Con tanta pratica e seguendo alcune tecniche infallibili di public speaking, come quelle che voglio condividere con te in questo articolo, per aiutarti a vincere la paura di parlare in pubblico e dare il meglio di te davanti alle platee che la vita ti metterà davanti.

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Public speaking: cos'è e perché è importante

parlare in pubblico

Il Public Speaking non è altro che l'arte di saper parlare davanti a un pubblico.

In origine con questo termine ci si riferiva a momenti in presenza e dal vivo, ma oggi con l'evolversi dei media si è esteso a tutte quelle situazioni in cui è importante saper convogliare un messaggio chiaro e interessante a degli ascoltatori.

Le tecniche di public speaking pertanto si possono applicare ugualmente a un evento live, un webinar online, un video in diretta o qualsiasi altra situazione che comporti la necessità di parlare in modo fluido e persuasivo davanti a un pubblico.

Se stai pensando che sì, è molto interessante, ma tu odi parlare pubblicamente e preferiresti semplicemente farne a meno, ripensaci.

Nella società odierna è estremamente importante per chiunque abbia un business curare il proprio personal branding, "metterci la faccia" e saper raccontare la propria storia, e chi non lo fa sta semplicemente sprecando delle opportunità.

Pensi che Steve Jobs avrebbe mai potuto diventare l'icona che è, ed emozionare milioni di persone non solo con i suoi prodotti, ma con le sue parole, se non avesse saputo parlare in pubblico?

Pensa al suo iconico discorso ai neo-laureati di Stanford, il celeberrimo "siate affamati, siate folli". Non era solo cosa ha detto, ma come l'ha detto, che ha affondato il colpo e che ci spinge ancora oggi a riguardarlo con ammirazione.

Vuoi riuscire a parlare in pubblico con la stessa intensità e autorevolezza di Steve e di tutti i grandi che hai visto sui palchi del mondo?

Allora continua a leggere: quanto segue è una spremuta dei migliori consigli per parlare in pubblico come un vero pro.

Ecco quindi 8 consigli fondamentali per vincere la paura di parlare in pubblico e tenere dei discorsi degni di uno speaker professionista:

1. Preparati a parlare in pubblico del tuo argomento

La prima regola quando si tratta di public speaking è che "nessuno nasce imparato", come si suol dire. La sensazione di ansia all'idea di esporsi davanti ad un'audience è del tutto naturale, ma migliora automaticamente con il tempo e con l'esperienza.

Fino a che non ci si sente sicuri di sé, quindi, è importante prepararsi con impegno a parlare in pubblico. Questo non significa assolutamente imparare a memoria, prassi che è anzi controproducente perché rischia di aumentare l'effetto "blocco di marmo" qualora ci si dimenticasse momentaneamente un pezzo.

Significa piuttosto provare, provare e provare ancora.

Farlo davanti allo specchio è un trucco antico ma efficace, perché ci abitua a guardare qualcuno negli occhi (anche se si tratta di noi stessi). 

È importante aver preparato un discorso a grandi linee: non è importante ricordarlo parola per parola, ma bisogna conoscere i macro-concetti che si vogliono affrontare, l'ordine e il collegamento che li lega.

Può essere estremamente utile fare un elenco puntato dei concetti da trattare, così che l'elemento visivo aumenti anche la capacità di memorizzare.

Se hai la possibilità di fare delle slide, sfruttala. In primis, ti torneranno utili per organizzare in modo logico il discorso. Se le utilizzi durante il tuo discorso, poi, ti aiuteranno a non perderti qualora la memoria dovesse tradirti in qualche momento.

Ricorda però che non c'è niente di peggio di chi fa una presentazione leggendo visibilmente da slide, bigliettini o simili. Il discorso dovrà venirti naturale e non forzato se vuoi che risulti efficace, persuasivo e interessante.

In generale comunque l'utilizzo di supporti audiovisivi quando possibile è una buona idea. Ti aiuteranno a mantenere alta l'attenzione, a intervallare i vari momenti, a riassumere i concetti più importanti o anche solo a "risvegliare" il pubblico con contenuti interessanti.

Ma non esagerare, o rischi di rompere l'incantesimo: no alle slide con muri di testo, ai grafici complessi di cui non si riescono a leggere i vari elementi, a seguire con la voce esattamente quanto scritto nella presentazione. Sono tutti errori da dilettante che dovresti evitare!

2. Studia le tecniche del public speaking

La presenza scenica può sembrare qualcosa di innato, ma in verità raramente lo è.
Gran parte di quella confidenza, di quell'attitudine, di quel modo di porsi che tanto ci affascina nei migliori speaker, non è innato ma acquisito. 

Uno dei migliori ad esempio è Simon Sinek, autore di bestsellers come Partire dal Perché ma soprattutto globalmente riconosciuto come uno degli oratori più influenti degli ultimi anni. 

Proprio lui ha fornito una serie di interessanti tecniche per conquistare la platea che ti riporto qui sotto:

  • Non iniziare subito a parlare, prenditi il tuo tempo e osserva il pubblico: questo darà un'immediata immagine di sicurezza.
  • Evita di scansionare la platea con lo sguardo, piuttosto concentrati su una persona alla volta e crea un contatto visivo che simuli un dialogo
  • Parla esageratamente lento: secondo Sinek non esiste uno speaker troppo lento, anzi, spesso se usata con consapevolezza la lentezza contribuisce a tenere gli ascoltatori incollati al discorso
  • Cerca nel pubblico le persone che fanno gesti di assenso come i sorrisi, e ignora invece chi ti sembra sia in disaccordo con te, altrimenti potresti demotivarti

Ci sono tantissimi libri, corsi e seminari sul public speaking, e se nel tuo lavoro hai particolare bisogno di parlare in pubblico ti consiglio di seguirne qualcuno: gli effetti benefici non solo sulla carriera ma in generale sulla tua vita saranno straordinari.

public speaking sul palco

3. Fai esercizi di public speaking per migliorare

Come dicevamo, è importante preparare bene la propria presentazione e studiare le tecniche di public speaking. 

Ma ci sono dei veri e propri esercizi che si possono fare? C'è modo di allenarsi e superare la paura di parlare in pubblico, così da arrivare davvero preparati al gran giorno? 

La risposta è sì.

Da una parte, il modo migliore è esporsi a situazioni in cui siamo al centro dell'attenzione, ma dove la posta in gioco non è così alta come nel lavoro. 

Un ottimo esempio è in karaoke: se non hai mai preso in mano un microfono per cantare davanti a un gruppo di perfetti sconosciuti, non sai cosa sia la vergogna.

Ecco, provaci e riprovaci, anche se non canti bene, o meglio, soprattutto se non canti bene: il tuo obiettivo è desensibilizzarti dalla paranoia del cosa penseranno gli altri.

Ci sono anche molti giochi da tavolo che possono aiutarti, in maniera forse meno traumatica del karaoke, a stare al centro dell'attenzione, e al contempo stimolare la tua capacità di gestire il linguaggio del corpo o scegliere le parole giuste.

Organizza una serata con amici a base di giochi in tavola: i più interessanti per allenarti a parlare in pubblico sono quelli in stile mimo, come Indomimando, oppure giochi con le parole come Taboo.

4. Inserisci lo storytelling nel public speaking

Lo storytelling è una delle armi fondamentali a tua disposizione nel public speaking.

Dovrai evitare quanto più possibile di comunicare dati e fatti, e tentare invece di accompagnare i tuoi spettatori in un viaggio. Una storia che dovrebbe avere un'inizio e una conclusione, delle sfide e difficoltà da superare, un insegnamento finale.

Ad esempio ti consiglio di iniziare con qualche informazione interessante o ancora meglio un aneddoto personale, e di concludere con qualcosa di forte: un opinione discordante, una call to action concreta, etc.

Per questo è importante organizzare bene il tuo materiale: rifletti attentamente sulla struttura del tuo discorso, o meglio della tua storia, perché abbia gli elementi sopra e li presenti nell'ordine giusto.

Parlare di qualche esperienza personale è sempre efficace proprio perché aiuta a creare una connessione diretta con il pubblico: narra la tua storia e come hai affrontato le difficoltà che il cammino ti ha posto davanti, presentando il prodotto/servizio/lavoro/situazione di cui vuoi parlare come l'aiutante che ti ha supportato nel giungere al lieto fine. 

5. Sfrutta l'ansia di parlare in pubblico a tuo favore

microfono public speaking

L'ansia crea nel nostro corpo una serie di effetti fisici quali aumento del battuto cardiaco, sudorazione, sensazione di calore, scariche di adrenalina.

Sai quale altra situazione stimola le stesse reazioni? L'eccitazione.

Sì esatto: eccitazione e ansia hanno, entro certi limiti, la medesima risposta fisica. Dipende tutto dal punto di vista da cui la si guarda.

Sto forse dicendo che dovresti "imbrogliare" la tua testa a credere che l'ansia che senti prima di parlare in pubblico sia semplicemente eccitazione?

Sì, è esattamente così!

Se mentre tutti questi sintomi si manifestano tu stai lì a rimuginare e a dirti che ti senti male, che non ce la farai, che farai una figuraccia, etc etc, allora la reazione fisica verrà interpretata come ansia. 

Se invece concentrerai i tuoi pensieri sulla sensazione di euforia della vittoria, sulle motivazioni che ti spingono a parlare in pubblico, sulla soddisfazione che ne deriverà e su pensieri simili, improvvisamente quelle sensazioni diventeranno positive e non negative!

Funziona, credimi sulla parola: da ex-ansiosa prima di qualunque performance ora accolgo con un sorriso quelle sensazioni di ansia/eccitazione, e riesco perfino a divertirmi quando devo prendere la parola e ho gli occhi di tutti addosso!

5. Conosci il tuo pubblico come te stesso

Un altro elemento importante da tenere a mente quando ci si prepara a parlare in pubblico, è che la nostra presentazione non dovrebbe essere uno sfoggio del nostro ego, né tantomeno una noiosa lettura su argomenti che non interessano al nostro pubblico.

No, piuttosto bisogna vederlo come un "regalo" che si fa alla platea: lo speaker deve dare, non ricevere.

Dare cosa? Be', questo dipende da chi è il tuo pubblico e cosa si aspetta da te.

La prima cosa da considerare, prima ancora di decidere su cosa verterà il discorso, è da chi sarà composta la nostra audience.

Questo ci permetterà di decidere e dosare vari elementi come:

  • Il livello di tecnicismo: un convegno di professionisti di un determinato settore necessiterà di linguaggio tecnico ben diverso da una platea di giovani liceali.
  • Il tono di voce: formale, informale, giovanile, ironico...
  • La narrazione: se stai presentando un prodotto o un servizio a un pubblico di potenziali acquirenti dovrai strutturare il tuo discorso in modo ben diverso rispetto a come faresti se partecipassi ad un TedTalk

E molto altro. Considera anche che spesso il pubblico non sarà omogeneo, per cui non tutti gli aspetti del tuo speech potranno interessare equamente ogni persona che ti ascolterà.

Il modo migliore per ovviare a questo problema è, come abbiamo già detto, lo storytelling.

Qualunque cosa tu voglia dire, trova il modo di dirla in chiave narrativa, di evidenziare gli aspetti di sfida e vittoria, quelli umani e personali. In questo modo riuscirai davvero a parlare a tutti, indistintamente.

7. Non comunicare solo con le parole

speaker evento

Ricorda: non sono solo le parole che escono dalla tua bocca a comunicare. Come ti muovi, come gesticoli, come parli, come ti vesti...ogni elemento della tua persona comunicherà qualcosa.

Sta a te decidere cosa vuoi che sia!

Perché hai scelto quell'abito? Ti rappresenta veramente? Trasmette l'idea che vuoi che le persone si facciano di te?
Non devi necessariamente vestire firmato o elegante, ma considera che se decidi di presentarti con una maglietta sgualcita dovrai farlo perché vuoi comunicare qualcosa, perché fa parte del personaggio che vuoi creare.

Come ti muovi sul palco? Stai fermo, ingobbito e con gli occhi bassi, oppure alto, dritto a osservare il pubblico senza paura?
Le tue mani gesticolano? O peggio, tremano?

Il linguaggio del corpo è uno degli elementi più importanti della comunicazione non verbale, e uno di quelli che vengono ancestralmente interpretati dalle persone in maniera più immediata e profonda, molto di più delle parole.

La cattiva notizia è che è anche uno degli aspetti più difficili da modificare nel proprio modo di comunicare, perché molto spesso è inconscio e non ce ne rendiamo conto.

Il modo migliore per riuscirci è provare davanti a qualcuno che ci sappia far notare in maniera onesta e chiara i nostri errori. Facendoci attenzione sarà molto più facile notarli e correggerli.

In più, ci sono alcuni trucchetti come tenere qualcosa in mano (una penna, ad esempio) per ridurre il tremore o il gesticolio. 

8. Rompi il muro: interagisci

Infine, una considerazione importante: ricordati di smantellare il muro psicologico che automaticamente si forma tra chi sta sopra il "palco" e chi sta sotto.

Troppo spesso ci si dimentica di questo rischio e si parte per la propria strada, come se si parlasse davanti a una videocamera che non ci può rispondere invece che a delle persone.

E invece le persone ci sono, ma a separarti da loro c'è un muro. È una parete trasparente, perché tu puoi vedere loro, e loro te, ma c'è. E se non saprai abbatterlo probabilmente non riuscirai a far penetrare il tuo messaggio nei cuori delle persone che ti ascoltano.

Come riuscirci?

Tutte le tecniche di public speaking che ti ho appena elencato servono proprio a questo, in realtà.

Ma un'altra cosa importante da fare è cercare di stimolare l'interazione.

Molto spesso gli speaker evitano di fare domande al pubblico, perché l'idea che nessuno risponda li mette a disagio e il silenzio che ne consegue li terrorizza.

Io invece trovo che le domande al pubblico siano il modo migliore per abbattere quel muro, per vari motivi:

  • mettono lo speaker in una posizione di vulnerabilità, creando empatia nell'audience
  • accendono immediatamente l'attenzione a causa del silenzio improvviso
  • stimolano le persone a interagire e reagire a ciò che avviene sul palco
  • sono ottimi momenti di simpatia, se li si sa sfruttare con una battuta per sciogliere il ghiaccio
  • dimostrano la sicurezza dello speaker e la sua professionalità

Insomma, interagire con il pubblico, coinvolgerlo, magari con la richiesta di un'alzata di mano o suoni, ha un valore enorme se fatto bene. Permette di scendere letteralmente dal palcoscenico e sedersi accanto a loro, creando una modalità di interazione completamente diversa.

tecniche di public speaking

Public speaking: conclusioni

Il public speaking è davvero un'arte, e come ogni arte ha le sue tecniche e regole. Ma è proprio chi le infrange che risulta spesso essere vincente. 

Perché alla fine quando si tratta di parlare in pubblico c'è solo una cosa che ci permette di vincere: la nostra personalità autentica. 

Tutti abbiamo qualcosa da dare, in questo senso, perché tutti siamo unici. Molti di noi però non lo sanno far emergere, o per paura o per mancanza di occasioni.

Diventare oratori migliori significa fare un viaggio dentro noi stessi, per scoprire e valorizzare quell'unicità, facendola uscire nel modo migliore possibile.

Cosa ne pensi? Hai altre tecniche di public speaking e segreti da condivideree?
Scrivilo nei commenti.

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