Leadership: di cosa hai bisogno per essere un vero leader?

Ilaria Cazziol Varie

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Si sente sempre più spesso parlare di leadership, sia in modo positivo che negativo, e non c’è da stupirsi: un grande leader può cambiare le sorti di un’azienda, di un Paese o ancora, se si parla di leadership personale, della tua stessa vita.

Ma quali sono le caratteristiche necessarie a un vero leader per guidare un’impresa, una comunità o un qualsiasi gruppo di persone?

Per capirlo dobbiamo chiarire bene cos'è la leadership e come si coltiva. Per riuscirci ti mostrerò alcuni esempi molto noti di persone che hanno saputo utilizzare le capacità di leadership per cambiare il proprio destino e addirittura quello del mondo intero.

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Il significato della leadership

Spiegare cos'è la leadership non è semplice. Secondo la definizione della Treccani è la “funzione e attività di guida, sia con riferimento a individui o un’impresa[...], sia in senso politico-sociale”. Il che significa tutto e niente.

Più facile forse quindi mostrare piuttosto che spiegare: voglio presentarti le potenzialità di una leadership efficace attraverso due persone molto note che incarnano alla perfezione, seppur in modi molto diversi, il concetto di leadership.

Steve jobs leadership

Steve Jobs e la sua leadership “controversa”

Il ben noto genio di Cupertino ha fondato Apple all’inizio degli anni ottanta ma poi, paradossalmente, è stato licenziato dalla sua stessa azienda nel 1985. 

Dopo aver perso Steve, però, l’azienda ha iniziato una discesa verso il baratro sfiorando la bancarotta, interrotta solo da un colpo di scena da film: nel 1999 il fondatore è tornato a bordo per riprendere il timone della società, facendola diventare la Apple che conosciamo tutti.

Ma com’è possibile? 

Steve non aveva particolari doti, non era un ingegnere, non era un artista o un designer, ma aveva una dota unica: era un leader vero.

Steve era in grado di motivare e guidare le sue “truppe” ed è per questo che è riuscito a creare la vision unica di Apple che tutti conoscono.

Steve non era un manager, infatti alla gestione dei vari prodotti Apple e servizi c'erano altre persone fidate e molto più preparate di lui. Non era quello il suo ruolo, bensì quello di motivare le persone a dare il meglio di sé e creare prodotti di successo. A volte anche con metodi controversi, dato che Jobs è passato alla storia come leader geniale ma anche sregolato. Ma sicuramente, questo è innegabile, efficaci.

Quindi se prendiamo Steve Jobs come esempio, possiamo dire che la leadership è l’arte di guidare un gruppo o una organizzazione verso la propria visione.

Da questa definizione possiamo capire che la leadership non è uguale per tutti, infatti non tutte le organizzazione o gruppi vengono guidati alla stessa maniera e con le stesse tecniche. 

Ma rimane il fatto che un leader ispira le persone piuttosto che ordinare alle persone cosa fare.

In Italia ancora il leader viene molto spesso confuso con il “capo”, ma una persona che ha potere all’interno dell’azienda o struttura non per questo è un leader.

Infatti molti boss ordinano ai propri dipendenti cosa fare e come farlo, e i dipendenti eseguono solo e soltanto per senso del dovere e non perché credono nel boss e nella sua visione.

Questa è una differenza enorme ed è proprio questa la divergenza tra un ottimo leader ed un semplice capo: il capo ordina, il leader guida!

Ti faccio un esempio di leadership completamente diversa per farti capire, di una delle persone più famose al mondo: Martin Luther King.

martin luther king monumento leader

La leadership di Martin Luther King

Martin Luther King è stato uno dei leader più conosciuti della storia. 

Lo dimostra il fatto che nel suo discorso più famoso, tenutosi di fronte al Lincoln Memorial nell’Agosto del 1963, è riuscito a radunare oltre 250.000 persone.

E ovviamente nel 1963 non c’era internet, oggi che la viralità delle notizie è all’ordine del giorno organizzare eventi come questo è molto più semplice. Quella volta King è riuscito a fare qualcosa di a dir poco straordinario.

Ma la domanda da farsi è “perché”? 

Perché oltre 200 mila persone hanno deciso di essere di fronte a dottor King?

Perché hanno passato giornate intere in viaggio attraverso gli Stati Uniti, investendo i propri soldi ed il proprio tempo per essere li?

La risposta è perché credevano nella stessa visione di Martin Luther King, negli stessi ideali e nello stesso futuro che lui prospettava.

Non lo hanno fatto perché gli è stato ordinato di farlo ma perché volevano farlo.

Non per niente il dottor King nel suo discorso ha detto “I have a dream” e non “I have a plan”. Basta questo dettaglio per rimarcare la differenza tra un leader ed un manager o capo classico.

E non per niente altri leader in tutto il mondo seguono il suo esempio ancora oggi. Pensa ad esempio a una ragazzina come Greta Thunberg, che con le sue proteste solitarie è riuscita a radunare un movimento globale. 

Ecco, la leadership è anche questo: non urlare più forte del rumore, ma fare in modo che il nostro silenzio sia più rumoroso ancora.

barche che seguono la leadership

Ma come su sviluppa la leadership?

C’è chi sostiene che la leadership sia una dote innata. Sicuramente può esserci qualche componente preesistente, ma secondo le ricerche non è così.

In buona parte è una qualità che si apprende e si coltiva, anzi una serie di qualità, e lo dimostra il fatto che un leader di successo non sia tale in tutti gli ambiti della propria vita.

Per essere un buon leader bisogna metterci tantissimo impegno e studio, e soprattutto entrare nel mindset giusto - cosa non facile da fare. 

Come possiamo estrapolare dagli esempi sopra, ci sono alcuni aspetti più importanti di altri che il leader deve avere per essere tale. Sicuramente quello base è l’ascolto.

1. Ascolto

Un buon leader sa ascoltare e prima di parlare e dire la sua, si assicura di aver pienamente capito ed appreso il punto di vista del suo interlocutore.

Questo non è un punto banale poiché oggi la maggior parte delle persone ha pregiudizi e idee che sono difficili da scalfire. 

Ti è mai capitato di avere già pronta la risposta da dare mentre una persona ti parla?

Ecco questo è un atteggiamento da evitare come la peste: aspetta di sentire tutto quello che la persona che hai di fronte ha da dire e concentrati sul concetto espresso, elaboralo e solo in un secondo momento dai un feedback in risposta.

La cosa importante che un leader sa bene è che puoi imparare tanto dalla persona che hai di fronte, e non per forza tu sei l’unico ad avere la verità assoluta.

Inoltre, questo ti permetterà molto di essere apprezzato con chi lavora con te, in quanto vedranno in te una figura con la quale sanno di poter parlare e che i feedback che ti vengono dati sono ascoltati.

Non per niente Steve Jobs ha detto che non ha senso assumere persone intelligenti per dire loro cosa fare, bisogna assumerle per farsi dire cosa fare. Se non è una massima sull’ascolto da incorniciare, questa!

citazione steve jobs leadership

2. Lascia che le persone commettano degli errori 

Una delle piaghe che affligge la maggior parte delle aziende e soprattutto quelle italiane è la paura del fallimento o di commettere degli errori.

Il fallimento è visto troppo spesso come se fosse una piaga mentre in altre culture non solo è molto tollerato ma è anche considerato come un'opportunità di crescita.

Per questo se hai delle persone che lavorano per te, è molto importante che tu dia loro totale carta bianca e se sbagliano, l’unica cosa di cui ti devi assicurare è che l’errore sia stato fonte di riflessione e che ci sia un piano per non commetterlo di nuovo.

Con questa metodologia potrai non solo far crescere le competenze del tuo team ma soprattutto le persone che lavorano con te si sentiranno confidenti di trovare strategie nuove e di far parte di un ambiente di crescita e di stimolo.

3. Fai tesoro delle critiche

Le critiche, se ben poste, possono essere uno dei modi migliori per farti crescere come persona e per far crescere l’azienda che stai guidando.

Pensa ad esempio che aziende come Netflix hanno implementato una politica di open feedback.

Ciò significa che ognuno può essere libero di dare feedback costruttivi ai propri colleghi, letteralmente anche l'ultimo arrivato può criticare il CEO se ritiene che quest'ultimo abbia fatto qualcosa di sbagliato.

Questa politica di open feedback ha permesso ai dipendenti dell’azienda di crescere a dismisura, poiché ogni volta che qualcuno aveva un atteggiamento negativo o faceva qualcosa di sbagliato, c’era un collega che mostrava in maniera costruttiva l’errore commesso così che l’interessato potesse migliorare, non solo come lavoratore ma anche come persona.

Ovviamente le critiche vanno di pari passo con la capacità dell’ascolto, e nel caso si decidesse di implementare questa politica è importante definire delle linee guide su come dare feedback costruttivi e non critiche fini a se stesse.

4. Ammettere i propri errori

C’è una credenza generale che vede il leader come una persona che non può mai sbagliare niente, che ha sempre la soluzione giusta pronta, ma non è così.

Un vero leader sa delegare ciò che non sa fare adeguatamente, e parimenti sa ammettere quando commette un errore perché lo vive come un modo per apprendere. E lo fa capire a chi lo circonda.

Ci sono persone che anche di fronte ad un errore palese non riescono ad ammetterlo, e anzi scaricano sempre sugli altri le colpe. Se questo è il tuo atteggiamento, fai attenzione: potresti andare a minare drasticamente al tua credibilità di fronte a collaboratori e partner.

È importante che tu venga visto come una persona che non vuole avere sempre ragione ma che anzi sia disposta a sbagliare per crescere.

leader in team

La caratteristica fondamentale di un leader 

Queste quattro sono tutte caratteristiche che permettono a un leader riconosciuto di essere tale, certo. 

Ma come si crea un leader, da zero? Qual è quella caratteristica fondamentale che gli permette di circondarsi di persone che lo seguono, in un senso o nell’altro?

Per capirlo torniamo agli esempi di prima dove abbiamo parlato di Steve Jobs e Martin Luther King: cosa hanno in comune questi due grandi leader?
Anzi, tutti i leader?
Perché questo vale per politici, capi aziendali, allenatori, attivisti, etc etc.

Tutti i leader sono accomunati da un punto fondamentale: credono fermamente in quello che fanno e nella loro visione. Ci credono così tanto che la porterebbero avanti anche da soli, con tutti contro. E questo è sempre un’ispirazione per le persone.

Martin Luther King credeva profondamente nella possibilità di cambiare la cultura americana ed in ogni suo discorso si poteva percepire la sua passione e la sua visione. Una visione che ha accomunato molte persone e ha portato Martin a sacrificare la sua stessa vita per essa.

La stessa cosa vale per Steve Jobs, che credeva profondamente nell’impatto che i computer potessero avere nel migliorare la vita di ogni singolo individuo sulla faccia delle terra.

E infatti molte volta ha rinunciato a profitti aziendali importanti pur di avere il prodotto che riteneva perfetto.

Per farti un esempio, quando l’iMac è stato lanciato, Steve Jobs odiava che nella macchina fosse stato montato un lettore CD con un carrello estraibile: per i suoi iMac, voleva assolutamente avere un lettore in cui l’utente potesse inserire direttamente il CD senza nulla che dovesse uscire.

Il problema era che molti di questi lettori non supportavano la scrittura di dati su CD e avevano basse performance ad un costo superiore, ma la passione di Steve per il prodotto perfetto lo ha portato a proseguire lungo la sua strada. E nonostante non sia stata la soluzione ottimale, le persone hanno amato l’iMac e la sua unicità anche per questi dettagli.

Per essere un leader riconosciuto è fondamentale che tu creda profondamente in ciò che fai, perché altrimenti sarà molto difficile avere la passione necessaria per guidare persone che credano in te e nella tua visione. Leadership e compromesso, insomma, non vanno d’accordo.

lettura libro sulla leadership

Leadership personale

La costruzione della leadership, in ultima analisi, parte da se stessi - e non è un processo breve. 

Infatti, prima di riuscire ad ispirare altre persone, bisogna sapere ispirare e motivare se stessi.

Per questo per essere leader bisogna applicare la leadership anche a se stessi, un processo di crescita personale che ti deve portare a cambiare la tua visione e soprattutto le tue abitudini.

Si dice che siamo quello che facciamo è quindi sono le abitudini che ci permettono di modellare il nostro carattere.

Devo quindi inserire nella tua routine quotidiana delle sane abitudini che ti permetteranno di migliorare te stesso, e tra le più importanti ti posso citare le seguenti, utilizzate anche da molti leader visti sopra:

Tieni un diario personale

È importante analizzare se stessi, i propri pregi e soprattutto i propri difetti; per questo se vuoi migliorare caratterialmente ed eliminare i tuoi difetti, devi iniziare a fare caso a tutti quei piccolo errori che vorresti non commettere.

Il diario personale può essere uno ottimo strumento dove segnare ogni giorno questo genere di cose, senza giudizi.

Infatti come ho accennato prima, non sono solo gli errori che devi scrivere nel diario, ma anche i successi e le piccole gioie che hai vissuto nella giornata, così che tu possa avere una visione a 360 gradi suoi punti di forza e di debolezza della tua esistenza.

Bastano 5 minuti la sera prima di andare a letto, ti assicuro che potranno avere un enorme impatto nella tua vita.

Come cambiare le proprie abitudini? Un passo alla volta.

Se ti sei reso conto che un aspetto del tuo carattere non funziona e vuoi apportare delle modifiche drastiche alle tue abitudini per correggere l’errore, allora inizia facendo piccoli passi.

Infatti acquisire abitudini nuove non è facile e può richiedere mesi di lavoro, per questo è molto facile stancarsi e rinunciare.

Un modo efficace per cambiare le proprie abitudini con successo è quello di iniziare con poco lavoro e aumentare gradualmente.

Per farti un esempio, immagina di esserti reso conto di avere un problema con l’ascolto. Per risolverlo, dovrai cambiare lentamente le tue abitudini e i tuoi costrutti mentali, così che ciò che ti viene automatico oggi (rispondere senza ascoltare) non lo sia domani.

Potresti coinvolgere qualcuno che ti è caro come il tuo partner e chiedere il suo aiuto per aiutarti a farti notare quando lo fai a casa, e ogni volta che succede mettere 1€ in un’apposita cassetta. 

Successivamente, potresti iniziare a farlo anche al lavoro, perché a quel punto te ne accorgeresti anche da solo. E pian piano saresti in grado di fermarti e ascoltare senza bisogno di tirare fuori nessuna moneta!

Facendo piccoli passi è vero che dovrai avere più pazienza e magari i risultati ci metteranno un po’ di più ad arrivare, però sicuramente la probabilità di successo nel lungo termine si alza drasticamente perché avrai acquisito e interiorizzato in cambiamento che cerchi.

La leadership come esercizio: conclusione

Ormai dovrebbe essere chiaro che la leadership è, come già detto sopra, la capacità di un individuo di riuscire a motivare e coinvolgere le persone intorno a sé e alla propria visione.

Non c’è una ricetta unica per farlo, ci vuole tanta introspezione e fiducia verso il prossimo, e soprattutto devi credere nella visione che vuoi ispirare negli altri, così che tutte le persone che ti seguono possano condividere la tua stessa passione.

Ma più di tutto, come avrai capito, è importante investire su se stessi e sulle abilità che, se coltivate, ci permetteranno di essere leader veri, con impegno, costanza e volontà.

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Ilaria Cazziol
Ilaria Cazziol
Amo scrivere, viaggiare e scoprire cose nuove, e per questo mi sono ritagliata addosso il lavoro ideale: web content writer. Mi considero una nomade digitale, sempre pronta a scoprire il mondo insieme al mio PC.