Se sei arrivato fin qui cercando informazioni su come lavorare online, ci sono buone possibilità che tu sia piuttosto confuso.

E come darti torto? Sono tempi complessi, in cui è sempre più difficile dare una definizione a nomi e attività che cambiano a velocità della luce.

Fino a circa un decennio fa, all’interno di un articolo sul lavoro online avresti trovato ragionevolmente un lungo elenco di “lavoretti” digitali quali l’addetto al call center, il traduttore, o simili.

Successivamente, e fino a poco tempo fa, con internet sempre più pervasivo e tante attività che hanno iniziato a digitalizzarsi, lo stesso articolo ti avrebbe parlato di lavori autonomi, principalmente svolti da freelancer, come il copywriter, e imprenditori, come chi decide di aprire un negozio online in dropshipping

Ma oggi? Oggi ha ancora senso dare questo tipo di risposte? Di più, ha ancora senso fare questo tipo di domanda?

In un mondo in cui tutti, praticamente anche il falegname e l’idraulico, lavorano connessi a internet per ricevere gli ordini, emettere fatture o acquistare i pezzi necessari...la domanda forse dovrebbe essere “chi NON lavora online, oggi?”.

E te lo dice una che, quando ha iniziato a lavorare, probabilmente la domanda a Google l’ha anche fatta. E infatti mi sono trovata a scegliere di lavorare come copywriter freelance, per poter vivere come nomade digitale: libera nel tempo e nello spazio, come volevo io. 

Perché all’epoca (anche se si tratta di pochi anni fa sembrano ere geologiche) era forse l’unico modo possibile, o almeno questa era la mia prospettiva.

Ma oggi? Oggi che dopo il Covid-19 e i vari lockdown, praticamente tutto il mondo lavora online e da remoto? Oggi che abbiamo compreso che, se ben fatto, lavorare da remoto può garantire più produttività, più benessere, più equilibrio tra vita e lavoro? Che aziende grandi e piccole stanno facendo passi da gigante lasciando a casa (in senso buono) i dipendenti in modo permanente?

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Cosa significa lavorare online oggi

Probabilmente oggi tu che cerchi informazioni su come lavorare online, dovresti trovare qualcosa di diverso in risposta. 

Dovresti venire a conoscenza del fatto che libertà e carriera non sono due cose antitetiche, che per averne una non devi rinunciare all’altra. 

Oggi si parla a tutti gli effetti di "carriera da remoto" ovvero la possibilità di utilizzare il lavoro online per far crescere la propria carriera professionale al di fuori di quelli che sono gli spazi e gli ambienti di lavoro tradizionali. 

Partendo dal concetto che nell'era digitale il lavoro non deve essere svolto in un luogo specifico per essere eseguito con successo. Si può lavorare da casa, nei coworking, ma anche da luoghi diversi, che possono diventare mutevoli per chi come i nomadi digitali sceglie il mondo come ufficio.

E allora cosa significa veramente lavorare online oggi? Quali sono le opportunità che questo modo di lavorare ci ha aperto, e non solo quella classica lista di “lavoretti” che potremmo trovare in un articolo più datato? 

È quello che vorrei vedere insieme.

Dal lavoro online occasionale alla carriera da remoto

Se desideri sfruttare la possibilità di lavorare online senza rinunciare alle tue ambizioni professionali, devi sapere che oggi il lavoro da remoto offre altrettante opportunità di carriera o di crescita professionale quanto i lavori tradizionali, con il vantaggio di poter lavorare ovunque ed essere molto più liberi.

In particolare, ciò che è cambiato di più è l’approccio delle aziende al lavoro da remoto. Già da diversi anni ormai si parla di rivoluzione nel modo di lavorare, di “remotizzazione delle imprese”, ma nel concreto quelle che poi seguivano questa strada erano davvero poche.

La pandemia ha obbligato ad un cambiamento repentino e traumatico, sotto molti punti di vista. Ma ha anche dato lo stimolo che mancava per scoprire che lavorare da remoto non solo è fattibile, ma è conveniente sia per l’azienda che per i dipendenti.

Ora i dati parlano chiaro: il mondo si è spostato in massa in quella direzione.

Su LinkedIn sono disponibili circa 13 milioni di posizioni aperte, di cui l’1,7% per lavori completamente da remoto. L’Italia su 86 mila lavori cerca 1475 ruoli full remote, in linea con la media mondiale. Sembrano pochi, ma solo un anno fa erano forse qualche centinaio.

La cosa più interessante? Delle posizioni fully remote su LinkedIn, il 32% è per ruoli manageriali.

E questo è forse il cambiamento più grande rispetto ad una visione pre-pandemia del lavoro da remoto: ora non è più, finalmente, una “rinuncia” ad una carriera in senso più tradizionale, ma semplicemente un luogo diverso da cui perseguirla. 

Vuoi lavorare online? Capisci bene prima che cosa intendi

Per cui tu che oggi, nel 2021, vuoi sapere come lavorare online...forse dovresti fare un passo indietro e chiederti che cosa stai cercando.

Se si tratta di un modo veloce di fare soldi facili lavorando da casa, mi dispiace deluderti ma non lo troverai. Né qui né altrove, perché non esiste.

I vari articoli “10 lavori online facili da fare da casa” ti dicono ciò che vuoi sentirti dire, ma non ciò di cui hai bisogno. Perché quella visione è fortemente limitata.

In realtà non esiste una lista di lavori, perché come dicevamo questa è un’idea che appartiene ormai al passato: quasi tutti i lavori d’ufficio possono essere remotizzati.

Dai ruoli di segreteria a quelli manageriali, dalle funzioni IT a quelle di comunicazione, fino agli HR o ai tecnici...con una connessione a internet, ogni collega è a una chiamata su Zoom di distanza.

Se quindi ti stai chiedendo quale professione dovresti intraprendere per poter lavorare online...forse ti stai facendo la domanda sbagliata.

La domanda giusta è: quale modalità mi permette di svolgere il mio lavoro da remoto, con il livello di libertà e/o di sicurezza che necessito?

Ecco, se dunque vuoi capire come lavorare da remoto e quali opportunità ci siano per farlo a prescindere dalla professione, provo a risponderti schematicamente:

Freelancer

Come dicevamo, la visione classica del lavoratore da remoto, libero e indipendente, è quella del freelance.

Una strada molto interessante (non per niente la percorro orgogliosamente!) ma che non è decisamente per tutti. Implica una scelta di vita piuttosto priva di certezze e sicurezza, con guadagni variabili, grandi opportunità ma anche grandi rischi.

Copywriter, traduttore, digital specialist, consulente, etc, sono tutte categorie professionali che si prestano a lavorare online come freelancer.

Independent contractor

Una via di mezzo tra il freelance e il dipendente, è un libero professionista che però lavora a progetti di più ampio respiro e lunga durata.

Il confine con il freelance duro e crudo è sottile, anzi in realtà in Italia non c’è differenza contrattuale. Dipende dal cliente che si trova, ed è sicuramente un’opportunità per maggiore stabilità rispetto a chi deve continuamente trovare nuovi clienti sui marketplace come Upwork.

Imprenditore/solopreneur

Un’evoluzione dei precedenti, caratterizzata da un progetto imprenditoriale autonomo e una visione strategica di lungo periodo.

Rientrano in questa categoria tutti quei professionisti che offrono prodotti o servizi a un segmento di consumatori, ad esempio con un ecommerce.

Ma anche blogger, influencer, youtuber e le varie figure che diventano letteralmente “imprenditori di se stessi” a mio parere possono rientrare in questa categoria.
Si tratta di un percorso bellissimo, sfidante e pieno di soddisfazioni, te lo assicuro perché lo percorro anche io.

Ma...quanti hanno davvero la forza di mettersi in proprio, lanciare un progetto imprenditoriale, affrontare le difficoltà che precedono sempre i guadagni, etc?

Molto spesso gli articoli su come lavorare online indicano questi come i lavori su cui orientarsi, ma si “dimenticano” di ricordare la parte sommersa dell’iceberg che rappresenta il successo.

Lavoratore dipendente da remoto

Questa è la categoria che più ha ricevuto una spinta con la recente pandemia.
Se prima i lavori da remoto con un contratto di assunzione in azienda si contavano sulla punta delle dita, ed erano per la maggior parte offerti da grandi imprese straniere, oggi come abbiamo visto il numero si è moltiplicato.

Un’opportunità per tutte quelle persone che ricercano una stabilità maggiore e vogliono far parte di un’organizzazione, ma che desiderano la libertà di lavorare da casa o da altri luoghi.

Attenzione però: c’è sempre il rovescio della medaglia, e chiaramente a meno autonomia corrisponderà minore libertà.

Questo non è un male, anzi: semplicemente facendo parte di un team dovrai quasi sicuramente scendere a compromessi su tempi e spazi di lavori.

Ma le nuove tecnologie e soprattutto il cambio di mentalità che sta finalmente prendendo piede hanno dato l’opportunità anche a tantissimi dipendenti di godere di una libertà prima impensabile.

Oggi sempre più spesso intere aziende lavorano completamente da remoto (remote company), con dipendenti ai quattro angoli del globo, in tutti i più svariati fusi orari e con tutte le lingue del mondo.

Impossibile? No, solo una bella sfida, che però le statistiche di gradimento del lavoro da remoto sembrano indicare come una strada assolutamente interessante da percorrere.

Nomadismo digitale: finalmente una possibilità per quasi tutti

E questo è l’aspetto davvero interessante del lavoro online, se inteso in questo senso e affrontato facendosi le giuste domande. 

Che può offrire una libertà estrema anche a dipendenti, manager e titolari d’impresa, una libertà prima impensabile.

Quella dei cosiddetti Nomadi Digitali.

La libertà di vivere e lavorare ovunque, che per lungo tempo è sembrata una prerogativa di freelancers e solopreneurs, oggi si scopre accessibile a tutti.

In un mondo post-Covid in cui la libertà di muoversi, di interagire, di incontrarsi e crescere insieme ci viene restituita, non c’è più limite a ciò che si può ottenere.

Aziende che possono assumere in ogni parte del mondo, avendo accesso ai migliori talenti non solo nella propria città o stato, ma nel globo.

Dipendenti che non devono scegliere tra famiglia e lavoro, né che devono vivere in un posto che non apprezzano perché lì è la sede aziendale.

Spostamenti inutili ridotti all’osso, con minori code in auto, stress, inquinamento, tempo sprecato.

La possibilità di praticare sport e passioni, di portare a termini lavoretti importanti e visite mediche senza doversi giustificare, la libertà di auto-determinarsi.

Finalmente non più un equilibrio impossibile tra vita e lavoro, il tanto decantato work-life balance, ma una vera integrazione tra le due cose, che non vada a togliere da nessuna parte.

Un sogno? Ormai è evidente che non è così.

Un passo alla volta, un articolo alla volta, la strada è tracciata.

E tu, cosa pensi di queste nuove opportunità? 
Scrivilo nei commenti.

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